Saúl Ñíguez: “Il Real Madrid non ha tifosi” Antonio Marchese Aggiornato: 16 Dicembre 2025 Aggiornato il 16 Dicembre 2025 da Redazione Scommesse Saúl Ñíguez ce lo ricordiamo giovane e talentuoso a Madrid, con la maglia dell’Atlético. Gli inizi furono strabilianti, poi la parentesi al Rayo Vallecano, l’esperienza non proprio entusiasmante a Londra, con la maglia del Chelsea. Poi ancora Spagna con il Siviglia e nel 2025 il suo approdo in Brasile per vestire la maglia del Flamengo. Saúl Ñíguez si racconta Il 31enne giocatore spagnolo in Brasile sembra avere trovato la dimensione perfetta, nel corso di un’intervista rilasciata ad AS Saúl Ñíguez ha ricordato le sue esperienze europee e non ha risparmiato una frecciata al Real Madrid: “Anche a Siviglia, nonostante tutto, mi sono divertito. Ho tratto aspetti positivi da ciò che circonda il club e i tifosi, mi sono goduto la gente, la città. Mi ero illuso. Poi, al Flamengo ho avuto una connessione davvero speciale. Sono arrivato in silenzio. Mi sono presentato all’intervallo di una partita, insieme a Emerson Royal, e i tifosi hanno iniziato a intonare il mio nome. Mi ha colpito moltissimo; un calciatore come me che arrivava da una stagione non giocata molto bene, tra infortuni, espulsioni, mille cose, e vedere che la gente era con me, mi ha segnato. Dire che il Flamengo è un club gigante è riduttivo. Come entità è bestiale, per infrastrutture, ma la cosa più sorprendente è la sua tifoseria. È la più grande del mondo in termini di dimensioni. Ho avuto un legame fin dal primo giorno e spero l’anno prossimo di poter regalare loro più gioie“. La stoccata al Real Madrid E poi arriva il confronto tra il Flamengo e il Real Madrid: “È più del Madrid. In realtà, il Madrid non ha tifosi. Il Madrid è famoso, certo, per quello che ha vinto ed è conosciuto in tutto il mondo, e per questo ha sostenitori. Ma vai allo stadio e non senti nulla. Invece, vai al Maracanã, uno stadio emblematico, ed è sempre pieno. Anche fuori casa, il campo è pieno di tifosi del Flamengo. Poco tempo fa abbiamo giocato contro lo Sport Recife e ci hanno mandato in un altro stadio perché altrimenti i nostri tifosi non sarebbero potuti entrare. E stiamo parlando di un volo di tre ore e mezza. Vai a Lima e la nostra tifoseria riempie al 100% lo stadio. Poi vedi che quella del Palmeiras non lo riempie. E dici: ‘Questa sì che è una grande tifoseria'”. Chi Siamo Antonio Marchese Leggi tutti gli articoli di Antonio Marchese Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2025